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Università: boom italiani a Tirana, 3 mila domande

Cresce l’interesse degli aspiranti medici e dentisti italiani per atenei stranieri che offrono maggiori chance di iscrizione rispetto allo stretto imbuto del numero chiuso

italiano. Nella capitale dell’Albania, all’università Cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio, che tiene i suoi corsi in italiano, “sono arrivate circa tremila ‘manifestazioni di interesse’, 1500 per medicina e 1400 per odontoiatria per la quota riservata ai cittadini Ue. Molte più dello scorso anno. Si tratta solo di domande informali, non tutti si iscriveranno ai test d’ingresso a cui, negli anni scorsi, hanno partecipato in genere dai 600 agli 800 candidati “, spiega all’Adnkronos Salute il preside della Facoltà di medicina Giovanni Arcudi. L’università di Tirana ha appena pubblicato il bando per il test d’ingresso riservato ai

cittadini Ue che si terrà a fine settembre. “Non possiamo sapere quanti saranno gli iscritti quest’anno. In genere sono quasi tutti italiani”, spiega il preside. I posti messi a disposizione per gli aspiranti medici sono 50, e 30 quelli per i futuri dentisti. “Ma ci sono possibilità di aumentare il numero”, aggiunge Arcudi che tiene a sottolineare come l’università di Tirana abbia lo stesso numero chiuso europeo. “I nostri test d’ingresso per gli studenti Ue – precisa – sono gli stessi di quelli proposti in Italia. Il nostro ateneo è collegato con l’univerità di Tor Vergata di Roma e il titolo è equiparato. Abbiamo gli stessi docenti e un’offerta

formativa comparabile. Ci sono tutte le condizioni perché questo ateneo sia appetibile e perché i ragazzi non scelgano di trasferirsi a metà percorso”. Fino allo scorso anno, infatti, non era possibile per gli studenti chiedere il trasferimento in altre università a metà percorso ma oggi, dopo l’intervento della magistratura, questa possibilità c’è. A patto che l’ateneo italiano in cui ci si vuole trasferire abbia posti disponibili. Aumenta quindi il rischio che l’ateneo albanese venga utilizzato come scappatoia alle barriere del numero chiuso per poi far ritorno, con un

percorso facilitato, in patria. ” Non credo sarà cosi – conclude il preside – noi lavoriamo per offrire una buona formazione. Tra non molto sarà pronto anche il nostro policlinico (oggi ci sono convenzioni con gli ospedali pubblici di Tirana), stiamo ampliando le connessioni per una maggiore qualità e la vita a Tirana è gradevole. Questo contribuirà a mantenere l’attrattiva dell’ateneo”. (AdnKronos Salute)