Elseid Hysaj il terzino più affidabile d’Italia.

elseid-hysajIl terzino albanese è uno dei punti di forza del Napoli che sta meravigliando l’Italia

Lo vedi giocare, Elseid Hysaj, e subito ti chiedi come sia possibile. Come faccia, cioè, un ragazzo di 21 anni ad affrontare le prime fatiche tra i grandi, le prime partite importanti in serie A, con la faccia tosta di un mestierante navigato. Ascolti la sua storia ed è come se si accendesse una luce. Già, perché è stata la vita a rendere Hysaj quello che è oggi. Una vita breve, è vero, ma ricca di tanti sentimenti. Dalla speranza alla sofferenza per finire con la gioia. Sì, proprio la gioia. Quella che prova ogni volta che indossa la maglia azzurra del Napoli, squadra nella quale è arrivato, correndo, per seguire il suo maestro. Un punto d’arrivo, certo, il capoluogo campano: visto quello che ha alle spalle è un traguardo già molto significativo.

Come per tanti suo ”fratelli” albanesi, infatti, anche la storia di Hysaj inizia con un gommone. Quello del viaggio della speranza. Non ci è salito lui, ma il padre Gzim. Elseid, allora, aveva pochi mesi (è nato il 20 febbraio del 1994) e il papà decise, come tanti, di lasciare Shkoder (città del nord dell’Albania incastonata fra le montagne e un lago, ricca di storia e con quasi 100mila abitanti) per cercare fortuna sull’altra sponda dell’Adriatico. L’Albania vive una fase di grave instabilità politica e crisi economica e sono in molti a tentare di raggiungere la felicità nello Stivale. E mentre Elseid cresce con mamma e nonni in Albania, giocando a calcio proprio nello Shkoder, papà Gzim, che nel frattempo ha avuto il permesso di soggiorno, fa l’incontro giusto, quello che può cambiare una vita. Gli capita, infatti, di lavorare alla casa di Marco Piccioli, procuratore sportivo. Fra un muro da buttare giù e un solaio da finire i due parlano anche di Elseid. ”Fallo venire in Italia – dice Piccioli – magari ci scappa un provino‘. E il provino arriva.

Organizzato l’appuntamentoHysaj impressiona la Fiorentina. I viola restano colpiti dalle qualità del quasi 15enne e vorrebbero tesserarlo. Ci sono però problemi burocratici e l’accordo sfuma. Fine della storia? Per niente. In questo preciso istante compare l’Empoli. Sono loro infatti a tesserarlo e ad aggregarlo col settore giovanile.

Da lì in poi una scalata fino in prima squadra. Nel 2012, ad appena 18 anni diventa titolare in pianta stabile nell’undici di Sarri. Play-off e promozione sfumata. O meglio, promozione rimandata. Perché l’anno successivo arriva la grande cavalcata, promozione diretta. E l’anno ancora dopo l’esordio in Serie A, a soli 20 anni. E non parliamo certo di una toccata e fuga, visto che Hysaj colleziona ben 36 presenze in massima serie.

Poi, in un torbido giorno di luglio, il terzino tutto corsa e abnegazione decide di compiere il salto in quella squadra che tanto lo corteggia, perché affascinata dai racconti che lo stregone arrivato da Empoli, sussurra nelle stanze della dirigenza. Hysaj arriva a Napoli in uno stato di semi commozione, per l’importanza che rappresenta quella casacca, la maglia azzurra per eccellenza del calcio europeo. E, arrivato in punta di piedi e con il solito silenzio che ne contraddistingue il modo di giocare, Hysaj sta ora urlando il suo valore a gran voce al mondo intero. Una vita di riscatto, una carriera brillante da sublimare con il suo Napoli: Elseid Hysaj è, con netto distacco, il terzino più affidabile d’Italia./napolisport.net/

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