Allarme a Parma: il candidato sindaco e’ un albanese! 

Con un colpo di scena destinato a riempire le cronache cittadine, l’avvocato Gentian Alimadhi, 44 anni, nato in un campo di internamento a Fier (ma originario di Skrapar), sposato con due figli, cittadino italiano da 6 anni, dopo le peripezie dell’immigrazione clandestina, del lavoro in fabbrica e dello studio notturno, ha deciso all’ultimo momento utile di presentare la sua candidatura alle primarie del centrosinistra di Parma per la scelta del candidato sindaco per le elezioni municipali che si terranno nel 2017.

Il 19 febbraio 2017 svariate migliaia di cittadini parmigiani che si dichiarano di centrosinistra saranno chiamati a scegliere tra Alimadhi e altri 4 candidati, questi ultimi parmigiani di nascita, tra cui un architetto molto gradito alla potentissima Unione Industriali e il capogruppo in consiglio comunale del PD, il partito egemone del centrosinistra, a cui Alimadhi non e’ nemmeno iscritto.

Parma e’ una citta’ emiliana ricca e borghese, un po’ snob, abituata a tollerare migliaia di studenti fuorisede e anche parecchi stranieri che arrivano in citta’ per motivi di studio, di cultura e di business, ma in fondo e’ una citta’ di quella provincia che una volta si definiva “felice”, e che mai e’ stata una citta’ veramente aperta con i forestieri, figuriamoci con gli immigrati. E bene lo sanno i molti pizzaioli meridionali arrivati nel corso degli anni, e che infatti oggi si rifanno tifando tutti per “l’albanese”.

La candidatura di Gentian Alimadhi ovviamente ha una storia, perche’ il giovane avvocato di origini albanesi in citta’ si e’ veramente integrato, almeno dal punto di vista professionale e relazionale, e dalla citta’ e’ stato recentemente premiato con un premio ambitissimo, il Premio S. Ilario, prima di lui toccato a personaggi parmigiani come l’industriale Pietro Barilla o lo scrittore Alberto Bevilaqua, ma Gentian e’ stato soprattutto tra i fondatori e gli animatori della locale Associazione Scanderbeg che da anni raccoglie un gran numero di immigrati albanesi, promuovendo le loro tradizioni e la loro cultura, insegnando la loro lingua ai figli nati in emigrazione e infine animando una squadra di calcio “multietnica” che continua a salire di categoria.

La candidatura di un immigrato, perfettamente integrato nella societa’ che lo ha accolto, dovrebbe essere un motivo di vanto, in particolare per i sostenitori di una sinistra che ha sempre sostenuto posizioni molto aperte e tolleranti sul tema immigrazione, ma questa volta la sinistra parmigiana sembra che sia rimasta piuttosto infastidita.

Proprio la presenza a Parma di migliaia di albanesi (oltre 8.000 in tutta la provincia, moltissimi dei quali con cittadinanza italiana), costituisce il motivo nascosto di discussione nelle segrete stanze del potere politico parmigiano: alle ultime primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco nel 2012 a Parma hanno votato circa 8.400 cittadini, di cui circa la meta’ votarono per un candidato, voluto dai vertici del Partito Democratico, che perse rovinosamente al ballottaggio contro l’attuale sindaco Federico Pizzarotti, allora candidato del Movimento 5 Stelle.

La paura, per l’establishment del PD cittadino, e che se Alimadhi riuscisse a portare a votare tutti gli albanesi, gli altri candidati potrebbero solo leccarsi le ferite, e ancora una volta, come succede da 20 anni, il PD non riuscirebbe a mettere un suo uomo alla guida della citta’.

E Parma, dopo il primato del primo sindaco “grillino” di una citta’ capoluogo di provincia, potrebbe registrare anche il primato del primo sindaco “immigrato dall’Albania”.exit.al

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