Albania: nuova meta per gli italiani in cerca di lavoro

Il sistema fiscale favorevole e un costo della vita almeno cinque volte più basso rispetto all’Italia attraggono lavoratori e piccoli imprenditori in crisi

Febbraio 2017 – All’inizio era la meta solo dei grandi imprenditori italiani che, alla ricerca di manodopera a basso costo, delocalizzavano la loro attività senza troppi scrupoli. Ora l’Albania è la meta per lavoratori e piccoli imprenditori in crisi, in cerca di fortuna oltre Adriatico.

I VANTAGGI – Il vantaggio principale che l’Albania offre è la vicinanza geografica, ma soprattutto la conoscenza della lingua. Inoltre, c’è una burocrazia più snella e una pressione fiscale intorno al 15%. In Albania con 250 euro si trova un buon alloggio, costa meno fare la spesa e costano meno i servizi. Per questo sempre più italiani la scelgono come meta per ricominciare da capo. Professionisti di varia natura hanno trovato una piccola rinascita spesso dopo aver fallito in patria.

CHI SONO GLI ITALIANI IN ALBANIA –16mila, dei 19mila italiani presenti in Albania, sarebbero lavoratori con un contratto da dipendenti, a cui si accostano altre tipologie di professionisti, che con un sistema fiscale favorevole ed un costo della vita almeno cinque volte più basso rispetto all’Italia, riescono a vivere anche con meno di 900 euro al mese.
Sono prevalentemente uomini, di età compresa tra i 25 e i 50 anni, arrivano soprattutto dal nord Italia, molti sono avvocati, medici e architetti.
Come riporta Repubblica, tanti italiani scelgono di trasferirsi in Albania anche per lavorare in un call center. E in questo settore davvero il lavoro non manca, viste le tante aziende che hanno deciso di portare proprio lì i loro servizi.

UN APPRODO PER LE AZIENDE – Secondo gli ultimi dati della Camera di commercio italo–albanese, per molti l’Albania resta un approdo goloso: nel solo 2016, 2-3 aziende al mese si sono stabilite nel Paese dove nuovi comparti dell’economia si vanno aprendo, come quello del turismo.
A fronte di un mercato interno ancora debole, il Fmi ha previsto una crescita del PIl, nei prossimi mesi, di oltre il 2%. Non vi è dubbio che questo parametro non basti da solo a valutare lo stato di salute di un paese; ma può comunque indicare un profondo cambiamento di rotta. La cosa che colpisce di più è la burocrazia snella che, sorprendentemente, si trova in Albania: qui un’impresa si può aprire in un giorno e senza neanche troppi lacci e laccetti./quifinanza.it/

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