Month: December 2015

tirana verona voloteaVolotea, Voli low cost Italia – Albania, Nuova compania in partenza da Verona. Oltre Alitalia, e Blue panorama, una nuova compania aerea colleghera Tirana con l’Italia

L’Albania è un paese che sta vedendo crescere in modo importante l’interesse a suo riguardo, sia dal punto di vista turistico che come possibilità di trasferirsi in modo più o meno stabile, e un’occasione davvero ghiotta di raggiungere la capitale Tirana è certamente quella offerta dalla compagnia aerea Volotea.

Volotea è una compagnia low cost che ha fatto il suo esordio solo da pochi anni, la quale tuttavia è presto riuscita a riscuotere un ottimo successo sul mercato, sia grazie a delle tariffe molto competitive, sia grazie al fatto di aver scelto di valorizzare in modo accurato degli aeroporti che spesso sono trascurati.

In questo modo, quindi, Volotea è riuscita a servire in modo efficace delle regioni italiane che non possono certamente essere considerate un punto di riferimento quanto a voli aerei, e anche per quanto riguarda le destinazioni i voli targati Volotea sono molto interessanti, proponendo delle mete differenti rispetto a quelle tipicamente turistiche.

Il volo per l’Albania in questione prevede la partenza dal Veneto, esattamente dall’aeroporto di Verona, con arrivo a Tirana.

Il prezzo è vantaggiosissimo: attualmente, infatti, chi prenota questo volo presso il sito Expedia per la data di mercoledì 20 gennaio può raggiungere la capitale albanese con soli 20 €.

In piu se ti iscrivi al sito di Volotea da questo link avrai 10 euro di credito per il tuo porssimo volo

La tariffa in questione è valida anche per la data di sabato 23 gennaio, nonchè per alcuni giorni della settimana successiva, e anche per quanto riguarda il ritorno le possibilità di viaggiare a basso costo non mancano: un volo Tirana-Verona nella settimana seguente, infatti, costa appena 30 €.

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Tirana

Insomma, questa proposta targata Volotea è davvero ideale per chi vuol programmare un viaggio in Albania, è tuttavia importantissimo prenotare tempestivamente: Volotea, infatti, propone dei prezzi molto convenienti soprattutto a chi prenota con largo anticipo, dunque c’è assolutamente da prevedere che la tariffa relativa a questo volo Verona-Tirana sia destinata a crescere gradualmente.

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autobus genovaE’ successo a Genova su un autobus della linea 1 che trasportava 40 passeggeri verso il centro cittadino. Due albanesi sono saliti a bordo brandendo uno un coltello e l’altro un coccio di bottiglia e hanno intimato all’autista: “Ora spingi sull’acceleratore e raggiungi il tuo collega che non ci ha fatto salire, tira dritto alle fermate: così lo raggiungiamo e gli tagliamo la gola”.

I passeggeri hanno vissuto attimi di vero panico con i due malviventi che hanno sequestrato il mezzo minacciando tutti e continuando ad urlare e inveire, soprattutto nei confronti del conducente del bus appena passato, quello che a detta loro non li aveva fatti salire a bordo. In questo contesto di grande agitazione l’unico a mantenere la calma è stato l’autista del bus, Roberto P., 43 anni. L’uomo è riuscito a tranquillizzare in qualche modo i due albanesi facendo poi scendere gran parte dei passeggeri con una manovra azzardata (frenata improvvisa e immediata apertura della porta in fondo), ma efficace. Prendendo tempo è riuscito ad avvertire la polizia e a mettere in fuga i sequestratori tutt’ora ricercati dagli agenti. La figura dell’autista emerge come quella di un vero e proprio eroe anche grazie al racconto di diversi passeggeri che hanno voluto ringraziarlo per quello che ha fatto. Lui stesso ha raccontato alla polizia: “Ho pensato agli anziani che avevo a bordo, temevo che si sentissero male. Per questo ho cercato di rimanere più calmo possibile cercando di assecondarli”.

Sulla questione è poi intervenuto anche il rappresentate sindacale degli autisti, Antonio Pisano: “Quanto accaduto è gravissimo. E se non ci sono stati feriti lo dobbiamo alle doti dell’autista. Ora auspichiamo che vada avanti il progetto di installare sui nuovi bus cabine di sicurezza chiuse. In caso contrario, i mezzi resteranno nelle rimesse”./direttanews.it/

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4apvDoveva essere una goliardata tra colleghi, ma una foto pubblicata su Facebook è arrivata fino sui portali albanesi creando non pochi malumori

 L’immagine di un cartellone appeso in un ufficio svizzero ha fatto il giro della rete durante il weekend: il manifesto illustra chiaramente il divieto di parlare albanese in ufficio. I collaboratori sono invitati a esprimersi in una lingua nazionale.

La fotografia è stata scattata in un ufficio del Canton Turgovia, come ha dichiarato a 20 Minuten l’uomo che l’ha pubblicata in rete. Il quale di certo non si aspettava il polverone che avrebbe scatenato e ne è rimasto sconvolto. Ma il web, si sa, non sempre aspetta le spiegazioni e dopo essere apparsa sulla pagina di un gruppo Facebook, l’immagine ha iniziato improvvisamente a diventare virale, tanto che è stata ripresa da alcuni media del Kosovo e dell’Albania.

Ma esiste davvero questo divieto? Ci sono uffici svizzeri in cui l’uso della lingua albanese è così diffuso e dà così fastidio da dover essere necessario un divieto? No. Si tratterebbe solo “di uno scherzo tra colleghi”, racconta l’uomo. “È stato fatto solo per divertimento. Nella nostra azienda non esiste nessun divieto di parlare albanese”. Se avesse immaginato che la fotografia sarebbe stata interpretata in questo modo, aggiunge, non si sarebbe sognato di postarla su Facebook. Anche perché lui stesso è di origini albanesi e ora teme seriamente per il proprio posto di lavoro. I responsabili dell’azienda, ieri, non sono stati raggiungibili. /tio.ch/

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klaudio ndojaKlaudio Ndoja, Il Gladiatore, è ala grande e capitano degli Stings di Mantova grintoso, combattivo, pronto a sputare sangue in allenamento e in partita per la squadra.

Lo scorso 6 settembre è arrivato nelle librerie La morte è certa, la vita no. Storia di Klaudio Ndoja (Imprimatur), libro in cui – come è facile evincere dal titolo – si racconta delle vicende di Klaudio Ndoja, il primo cestista albanese a calcare i campi della Serie A italiana di pallacanestro. L’autore Michele Pettene ha scritto di un argomento quanto mai attuale, se rapportato all’emergenza migranti che sta tenendo banco in Europa nell’ultimo periodo.

La famiglia di Ndoja maturò la decisione di lasciare la propria città, Scutari, nel 1998, quando Klaudio era appena dodicenne, ma già conscio che lì non ci poteva essere futuro: la guerra civile imperversava e il paese era allo sfascio; vedere proiettili fendere l’aria era quotidianità, finché un giorno uno di questi colpì la sorella di Klaudio. Fu proprio questo che spinse la famiglia ad andarsene. Una delle vie di fuga era quella di raggiungere la Puglia via mare partendo dal porto di Valona, mettendosi nelle mani degli scafisti. Un milione e mezzo di lire il prezzo delle salvezza. Cifra esorbitante se si pensa che al tempo lo stipendio medio di un operaio – quale era il padre di Klaudio – in Albania era di circa centosettantamila lire al mese. Una traversata spaventosa, a bordo di un’imbarcazione traballante, addossati a decine di altri corpi e con i piedi poggiati su sacchi di cocaina. Sopra la testa gli elicotteri della Marina albanese che minacciavano di far fuoco se la nave non fosse tornata indietro.

Qualche mese prima, il 27 aprile 1997, tutti avevano assistito allo sfortunato viaggio della Kater i Rades, piccola e fatiscente motovedetta colma di profughi anch’essa partita dal porto di Valona. L’ondata migratoria proveniente dall’Albania aveva creato molti disagi al governo italiano del tempo e la tensione tra i due paesi era alle stelle: da Roma arrivò l’ordine di bloccare in ogni modo le imbarcazioni con a bordo i profughi. Così successe alla Kater i Rades, che nel canale di Otranto venne speronata per ben due volte dalla Sibilla, una ben più robusta nave della Marina militare italiana. La motovedetta venne ribaltata dagli urti. Nell’incidente morirono ben 57 persone, a cui si aggiungono 24 corpi che non furono mai ritrovati, in quello che fu uno dei più grandi disastri della Marina italiana negli ultimi vent’anni. Il vascello su cui viaggiarono Klaudio e la sua famiglia riuscì invece a sbarcare in Puglia: gli Ndoja erano clandestini, con appena cinquecentomila lire in tasca.

Se la storia italiana di Klaudio parte dalla Puglia, la svolta – tra anni di discriminazioni e il timore di essere rispedito in Albania, con l’unica soddisfazione della pallacanestro – arriva in Lombardia, dove il padre trova lavoro in una fabbrica e Klaudio, che già aveva giocato in Albania, ha la possibilità di giocare nel campionato CSI. Questo è il trampolino di lancio che gli permette di entrare nel settore giovanile di Desio, per poi passare a Casalpusterlengo – dove è compagno di Danilo Gallinari. La carriera a poco a poco decolla e nella stagione 2007/08 c’è l’opportunità di disputare la prima stagione in Serie A vestendo la maglia di Capo d’Orlando. Il suo compagno di squadra e playmaker titolare è Gianmarco Pozzecco che, nella prefazione del libro, racconta di come inizialmente lui e gli altri compagni prendessero in giro Klaudio facendo riferimento ai barconi e ai profughi dell’Albania, prima di scoprire come realmente erano andate le cose. L’altro tassello fondamentale nella carriera di Klaudio è la promozione in Serie A nel 2012 con Brindisi, da capitano.

Ora Ndoja è ala grande e capitano degli Stings di Mantova: dopo la terza giornata del campionato di A2 la squadra è l’unica ancora a punteggio pieno insieme a Treviso. Il soprannome, Il Gladiatore, tradisce l’attitudine e lo stile di gioco di Klaudio: grintoso, combattivo, pronto a sputare sangue in allenamento e in partita per la squadra. /EastJournal/

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