Month: November 2015

elseid-hysajIl terzino albanese è uno dei punti di forza del Napoli che sta meravigliando l’Italia

Lo vedi giocare, Elseid Hysaj, e subito ti chiedi come sia possibile. Come faccia, cioè, un ragazzo di 21 anni ad affrontare le prime fatiche tra i grandi, le prime partite importanti in serie A, con la faccia tosta di un mestierante navigato. Ascolti la sua storia ed è come se si accendesse una luce. Già, perché è stata la vita a rendere Hysaj quello che è oggi. Una vita breve, è vero, ma ricca di tanti sentimenti. Dalla speranza alla sofferenza per finire con la gioia. Sì, proprio la gioia. Quella che prova ogni volta che indossa la maglia azzurra del Napoli, squadra nella quale è arrivato, correndo, per seguire il suo maestro. Un punto d’arrivo, certo, il capoluogo campano: visto quello che ha alle spalle è un traguardo già molto significativo.

Come per tanti suo ”fratelli” albanesi, infatti, anche la storia di Hysaj inizia con un gommone. Quello del viaggio della speranza. Non ci è salito lui, ma il padre Gzim. Elseid, allora, aveva pochi mesi (è nato il 20 febbraio del 1994) e il papà decise, come tanti, di lasciare Shkoder (città del nord dell’Albania incastonata fra le montagne e un lago, ricca di storia e con quasi 100mila abitanti) per cercare fortuna sull’altra sponda dell’Adriatico. L’Albania vive una fase di grave instabilità politica e crisi economica e sono in molti a tentare di raggiungere la felicità nello Stivale. E mentre Elseid cresce con mamma e nonni in Albania, giocando a calcio proprio nello Shkoder, papà Gzim, che nel frattempo ha avuto il permesso di soggiorno, fa l’incontro giusto, quello che può cambiare una vita. Gli capita, infatti, di lavorare alla casa di Marco Piccioli, procuratore sportivo. Fra un muro da buttare giù e un solaio da finire i due parlano anche di Elseid. ”Fallo venire in Italia – dice Piccioli – magari ci scappa un provino‘. E il provino arriva.

Organizzato l’appuntamentoHysaj impressiona la Fiorentina. I viola restano colpiti dalle qualità del quasi 15enne e vorrebbero tesserarlo. Ci sono però problemi burocratici e l’accordo sfuma. Fine della storia? Per niente. In questo preciso istante compare l’Empoli. Sono loro infatti a tesserarlo e ad aggregarlo col settore giovanile.

Da lì in poi una scalata fino in prima squadra. Nel 2012, ad appena 18 anni diventa titolare in pianta stabile nell’undici di Sarri. Play-off e promozione sfumata. O meglio, promozione rimandata. Perché l’anno successivo arriva la grande cavalcata, promozione diretta. E l’anno ancora dopo l’esordio in Serie A, a soli 20 anni. E non parliamo certo di una toccata e fuga, visto che Hysaj colleziona ben 36 presenze in massima serie.

Poi, in un torbido giorno di luglio, il terzino tutto corsa e abnegazione decide di compiere il salto in quella squadra che tanto lo corteggia, perché affascinata dai racconti che lo stregone arrivato da Empoli, sussurra nelle stanze della dirigenza. Hysaj arriva a Napoli in uno stato di semi commozione, per l’importanza che rappresenta quella casacca, la maglia azzurra per eccellenza del calcio europeo. E, arrivato in punta di piedi e con il solito silenzio che ne contraddistingue il modo di giocare, Hysaj sta ora urlando il suo valore a gran voce al mondo intero. Una vita di riscatto, una carriera brillante da sublimare con il suo Napoli: Elseid Hysaj è, con netto distacco, il terzino più affidabile d’Italia./napolisport.net/

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Arlind-AjetiArlind Ajeti, difensore albanese in serie A.

Il mercato di riparazione si aprirà a gennaio, ma il Frosinone ha anticipato i tempi e per puntellare la retroguardia, ha ingaggiato Arlind Ajeti, 22 anni, svincolato dal Basilea, club con cui ha giocato anche in Champions League. Il difensore centrale che, però, può adattarsi pure al ruolo di terzino destro, è nato e cresciuto in Svizzera, ma per le sue origini kosovaro-albanesi, dal 2014 ha scelto di giocare nella Nazionale dell’Albania, allenata dal tecnico italiano De Biase. Ajeti, che verrà presentato giovedì a mezzogiorno, ha firmato fino al 30 giugno 2016, con rinnovo automatico del contratto per i successivi 2 anni, in caso di salvezza della squadra giallazzurra. Guadagnerà 200.000 euro più bonus. Oggi ha effettuato le visite mediche e domani svolgerà il primo allenamento con la sua nuova squadra.

Chi è Arlind Ajeti. Classe 1993, è cresciuto nelle giovanili del Basilea (club dal quale si è svincolato in estate) ed ha esordito in prima squadra nel 2012. Dopo aver fatto tutta la trafila nelle Nazionali giovanili elvetiche, nel 2014 ha deciso di giocare per l’Albania facendo il suo esordio in Nazionale maggiore nel novembre 2014. Nel suo palmares figurano quattro titoli di campione di Svizzera.

 

albanesi in serie a, giocatori albanesi in italia

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Meno-albanesi-in-Italia_largeIl numero assoluto dei cittadini albanesi residenti in Italia è, dopo decenni, in calo. Il sociologo Rando Devole ci accompagna nella lettura di questo dato

Se dovessimo dare retta al numero complessivo, giungeremmo alla conclusione che gli immigrati albanesi in Italia, rispetto all’anno scorso, sono diminuiti. Se infatti all’inizio del 2014 gli albanesi avevano superato il mezzo milione (precisamente 502.546) – cifra raggiunta dopo una crescita progressiva negli anni – secondo l’Istat, all’inizio del 2015, in Italia vivevano come residenti 498.419 albanesi.

Cos’è successo? Perché gli albanesi, dopo 25 anni di immigrazione, segnano un calo nei numeri?

Il fattore principale che pesa su questi dati è senza dubbio l’acquisizione della cittadinanza. Sempre secondo l’Istituto statistico italiano, gli albanesi e i marocchini costituiscono infatti le due collettività che hanno acquisito maggiormente la cittadinanza italiana durante il 2014: quasi il 40% di tutte le cittadinanze acquisite.

Più precisamente, sono diventati cittadini italiani 21.148 albanesi.

Se dovessimo quindi aggiungere al totale degli albanesi residenti tutti coloro che nel corso dell’anno di riferimento hanno ottenuto la cittadinanza italiana allora risulterebbero vivere in Italia circa 520.000 albanesi. Ovviamente, senza contare gli albanesi che hanno acquisito la cittadinanza italiana negli anni ancora precedenti.

L’aumento esponenziale delle acquisizioni di cittadinanza è legato in grande misura all'”età” dell’immigrazione albanese in Italia. La pratica dell’acquisizione della cittadinanza italiana è sostanzialmente una maratona ad ostacoli: servono dieci anni di residenza per la naturalizzazione, senza contare poi i tanti anni necessari per espletare la burocrazia necessaria. Molti cittadini albanesi, ormai in Italia da molto tempo, stanno ora riuscendo a varcare l’ambito traguardo.

Non è un caso ad esempio che le cittadinanze acquisite per motivi di matrimonio con un cittadino/a italiano/a fino al 2008 erano in termini relativi le più numerose, mentre quelle per residenza erano inferiori. Negli ultimi anni invece il trend si è invertito, con il numero delle seconde in continua crescita.

Inoltre, bisogna tenere presente che chi è nato in Italia, i figli di seconda generazione degli immigrati, possono optare per la cittadinanza italiana quando compiono la maggiore età. Anche il numero complessivo di questa categoria è cresciuto sensibilmente durante l’ultimo anno e ciò influisce sicuramente anche sulle statistiche.

La situazione era prevedibile, perché il numero di chi era in possesso di un permesso di soggiorno UE di lungo periodo aumentava di anno in anno, il che dimostra che l’immigrazione albanese in Italia è ormai stabilizzata.

In sostanza quindi il numero degli albanesi presenti in Italia è ancora in crescita, sebbene non con il ritmo di una volta. Influiscono su questo punto la mancanza di flussi regolari per lavoro, permessi di soggiorno nel frattempo scaduti, i ritorni nel paese di origine e l’emigrazione verso altri paesi europei e non. Questi fattori hanno comunque un’incidenza relativa che inoltre va ancora approfondita dal punto di vista statistico.

Ovviamente nei dati suindicati non sono presenti i cittadini albanesi che vivono in Italia in modo irregolare, cioè che non sono muniti di permesso di soggiorno. Per questi, purtroppo, non esistono dati attendibili.

Indipendentemente dalla percezione secondo cui gli albanesi “stiano perdendo” terreno nelle statistiche, occorre sottolineare che le nuove acquisizioni di cittadinanza li rende sempre più attori dal punto di vista politico.

Per chi ha ottenuto la cittadinanza – ad eccezione dei problemi burocratici, come il rinnovo tedioso del permesso di soggiorno – gran parte dei problemi rimangono ancora sul tavolo. Infatti a prescindere dal passaporto che si ha in tasca, gli aspetti dell’integrazione, i problemi dell’occupazione, la situazione sul luogo di lavoro, i pregiudizi, le discriminazioni, le questioni identitarie e culturali, i rapporti con la propria comunità o il paese di origine, così come le questioni che riguardano le seconde generazioni, richiedono ancora molta attenzione da parte delle istituzioni. Vi è ancora un gap tra cittadinanza come percorso burocratico e  cittadinanza come riconoscimento a pieno titolo dell’appartenenza alla comunità.

Ovviamente, ogni immigrazione ha la propria storia e le proprie peculiarità. Tuttavia, la nuova realtà dei cittadini albanesi diventati italiani, c’è da scommettere, susciterà l’interesse della politica e della società civile. Speriamo che anche l’Albania, dal canto suo, non rimanga indifferente a queste questioni che la riguardano da vicino.  /balcanicaucaso.org/

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