Month: August 2015

dashnor kozajFALCONARA – Riceve l’ordinanza di sgombero e adesso vive in spiaggia con la moglie e la figlia invalida al 100%.

Si tratta dell’albanese Dashnor Kozaj che da 11 anni vive in città e, fino a quindici giorni fa, abitava al civico 162 di via Flaminia. Ma l’immobile è stato dichiarato inagibile è così è scattato lo sfratto. La casa è ormai fatiscente, persino i servizi igienici funzionano male. Ma adesso, non sanno più dove andare. E così, senza un tetto, Dashamir Kozaj e la moglie vivono in spiaggia con la figlia minorenne a cui è stata riconosciuta un’invalidità al cento per cento. La figlia maggiore si trova invece a Bologna. I Kozaj chiedono aiuto anche perchè Dashnor, che in passato ha svolto lavori di carpenteria navale e di ferraiolo, è attualmente disoccupato.
L’assessore ai Servizi Sociali Fabio Marcatili difende l’operato degli assistenti sociali comunali. “Abbiamo parlato con Dashnor e la moglie diverse volte prima dell’ordinanza di sgombero – spiega -. Abbiamo anche proposto loro di aderire al progetto casa ma hanno rifiutato”. In tale progetto il Comune non aiuta soltanto la famiglia disagiata a trovare un’altra occupazione ma l’aiuterebbe anche nel pagamento dell’affitto per sei mesi, con l’eventuale proroga a un anno. Insomma, un’occasione che poteva far al caso di Kozaj. Ma alle spalle c’è un problema economico visto che, come riportato dallo stesso Marcatili, la famiglia non ha mai pagato l’affitto in 11 anni di permanenza in via Flaminia. “Purtroppo non possiamo affidare case gratuitamente. Ci sono decine di famiglie di italiani che vivono in situazioni disperate – continua Marcatili -. L’unica soluzione è quella di riproporre il progetto casa”. Non solo. L’assessore ha anche ammesso di aver più volte, con gli assistenti sociali e gli agenti di polizia municipale, spiegato ai coniugi Dashnor che la moglie e le figlie (di cui una minore e invalida) sarebbero state affidate a una struttura di accoglienza visto che il Comune ha il dovere di tutelare i minori. Un luogo a cui Dashnor Kozaj, per stare con la famiglia, avrebbe avuto libero accesso. E anche in questo caso “ci ha risposto che avrebbe badato lui alla sua famiglia”.

Fonte: corriereadriatico

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rey manajAlla scoperta di Rey Manaj, attaccante albanese della Cremonese di grande talento e dal carattere ribelle, acquistato dall’Inter.

Nel panorama dei giovani talenti in rampa di lancio un posto di prim’ordine lo merita senza dubbio Rey Manaj. Classe 1997, il baby attaccante della Cremonese sta mettendo in mostra il suo grande talento in Lega Pro, campionato nel quale ha fatto registrare un primato, diventando il più giovane a trovare la via del goal.

Classe sopraffina e carattere fumantino che spesso lo porta a litigare con allenatori e arbitri, il giovane albanese ha attirato su di sé le attenzioni di diversi club di Serie A: l’ha spuntata l’Inter. La lunga lista dei club che lo seguivano contava big come Juventus, Manchester United e l’Atletico Madrid. Alla fine, però, sono stati i nerazzurri a prevalere.

PRODOTTO GRIGIOROSSO – Nato a Lushnjë il 24 febbraio 1997, Rey Manaj entra a far parte a 11 anni dellle Giovanili del Piacenza. Nel 2012 passa alla Cremonese, dove inizia a far intravedere grandi potenzialità.

Nel 2013 il club grigiorosso lo cede in prestito agli Allievi Nazionali della Sampdoria, guidati da Pedone. Qui si mette in grande evidenza e gioca anche alcune gare con la Primavera di Enrico Chiesa. Tornato in grigiorosso, nella stagione successiva fa il salto fra i ‘grandi’ debuttando nel campionato di Lega Pro.

In Nazionale, dopo una breve militanza con l’Under 19, ha già debuttato con l’Under 21, con cui ha segnato subito nella gara di esordio e a breve potrebbe fare l’esordio anche con la Nazionale maggiore guidata da De Biasi.

TALENTO E SREGOLATEZZA – Attaccante tecnicamente completo, Manaj sa farsi valere con entrambi i piedi e sa essere pericoloso anche su colpo di testa. Cattivo al punto giusto e freddo sotto rete, è in grado di giocare sia da centravanti sia da seconda punta.

Molto dotato dal punto di vista tecnico, è in possesso di un gran tiro dalla distanza che sa far valere anche sui calci piazzati. Nella sua stagione di debutto con la Prima squadra grigiorossa, ha collezionato finora 21 presenze e 2 goal in Lega Pro, facendo letteralmente impazzire le difese avversarie. Con il goal segnato l’11 ottobre 2014 a 17 anni e 7 mesi, è diventato il più giovane giocatore di sempre ad andare in goal in questo campionato.

Il suo limite principale è al momento rappresentato dal carattere ribelle, che sovente lo porta a protestare con gli arbitri e a prendersi qualche cartellino giallo di troppo, oltre che a litigare con i propri allenatori.

IL ‘VIZIETTO’ – A proposito dei diverbi con i tecnici e della sfrontatezza che lo caratterizza, nonché della sua abilità balistica dalla lunga distanza, c’è un aneddoto significativo che vale la pena raccontare e che risale ai tempi di Genova con gli Allievi Nazionali della Sampdoria.

Il tecnico blucerchiato Pedone, cui si era presentato dicendo che degl ultimi 20 rigori calciati non ne aveva sbagliato nemmeno uno, salvo fallirne 2 nelle prime 4 giornate di campionato, quasi non crede a quello che vede quando Manaj, in un’amichevole infrasettimanale contro la Prima Squadra, vede Da Costa fuori dai pali e prova a sorprenderlo con un tiro da metà campo, terminato di poco alto.

Pedone va su tutte le furie e lo rimprovera: “Se lo rifai un’altra volta ti sostituisco!”. Poche settimane dopo gli Allievi doriani sfidano il SIena in campionato. I genovesi vincono 4-0, quando gli avversari firmano il 4-1. Manaj decide allora di riprovare la prodezza da metà campo, un vero e proprio pallino per lui: stavolta la conclusione è perfetta e si insacca imparabilmente.

Al che il giovane attaccante, ricordandosi quanto successo con la Prima Squadra, si rivolge verso il suo allenatore e gli fa: “Mister, così va bene?”:

FUTURO IN UNA BIG – Le giocate di classe di Manaj hanno presto attirato su di lui le attenzioni dei club di Serie A, grandi incluse. Juventus e Inter, in particolare, eramo in prima fila per assicurarsi le sue prestazioni, ma non le uniche. Era infatti molto lungo l’elenco dei club a lui interessati: dalla Roma alla Lazio, passando per Fiorentina, Genoa, Bologna e Palermo.

Ma al giovane albanese erano interessati anche importanti club esteri: la punta della Cremonese era sul taccuino degli osservatori di Manchester United e Atletico Madrid. Quadriennale con l’Inter, la squadra con un nuovo genio e sregolatezza per le mani.

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gramoz priftiGramos Prifti, 42enne operaio di un’azienda impegnata in alcuni lavori per Brescia Mobilità, si è gettato nella vasca del parcheggio interrato portando in salvo la donna

Poteva essere una mattina come tante altre, iniziata presto per raggiungere da casa il cantiere dove lavora. Ma quella di ieri, per Gramos Prifti, un operaio 42enne che abita a Rezzato di origini albanesi, proprio non lo è stata: resterà per sempre una giornata da ricordare.

GIÀ PERCHÉ NON capita tutti i giorni di avere appuntamento con un destino da eroe e trovarsi dalla parte di chi riesce a salvare una vita. Erano quasi le 8, Gramos con i suoi colleghi era al lavoro in un cantiere per Brescia Mobilità nella rotonda che si trova sopra il parcheggio nord degli Spedali civili, adiacente al Satellite e al Pronto Soccorso. Poi improvvisamente le urla e la richiesta di aiuto di una voce femminile e quella di alcuni passanti dal basso. L’operaio le ha seguite e si è precipitato al terzo piano interrato del parcheggio. Una donna stava annegando dentro una vasca tonda colma d’acqua, profonda due metri. Prifti subito si è tuffato nella grande cisterna. In attesa dei soccorsi, Gramos si è gettato nella vasca, dopo avervi immerso una lunga scala e aver teso alla malcapitata un badile per stare a galla. Raggiunta la signora, stremata e senza forze, l’operaio 42enne l’ ha presa in braccio fino a consegnarla, a bordo della vasca, nelle mani del personale medico del 118, giunto in seguito alla segnalazione fatta da chi, mentre stava parcheggiando, aveva sentito la donna chiedere aiuto.

Una storia a lieto fine, grazie al tempestivo intervento di Gramos, padre di due figli e che ha compiuto quel gesto senza sentirsi un eroe, andava fatto e basta, senza pensarci troppo. «Quando ho visto la scena ho subito pensato che una cosa simile poteva accadere a qualcuno della mia famiglia, a un amico, a un conoscente. E così, mi sono buttato»

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